mercoledì 2 dicembre 2009

I libri di grammatica svedese

Sono arrivati, finalmente.
Ci hanno messo un paio di settimane, ma alla fine sono arrivati.

Ma sì, ne avevo già parlato: sono i libri di grammatica che ho ordinato dalla Folkuniversitetet di Linkoping.

Ora mi metterò a studiarli di brutto.
Ho sfogliato le prime pagine e ho visto che l'impostazione è proprio quella che mi serviva. Basta dialoghi campati per aria con spiegazioni vaghe e frammentarie.

Comunque so già che non saranno gli ultimi (come se non fossero già tanto). Infatti da metà febbraio inizierò il corso di svedese alla facoltà di lingue dell'università Ca' Foscari di Venezia. Il docente ha già messo in rete i titoli dei libri di testo. 160 euro di corso, ma che mi permetteranno, non solo di imparare (ad un livello medio) la lingua, ma anche di sostenere l'esame "normale" ed avere quindi un titolo da inserire nel curriculum. L'esame ci sarà nel giugno 2010. I tempi si stanno allungando ....

Intanto continua l'organizzazione del viaggetto in Svezia del 12.

Bene, bene, bene.

martedì 1 dicembre 2009

Piccoli grandi svedesi

fonte: ultima ora

Una delle (tante) cose che mi fanno impazzire della Svezia è la loro attenzione per il mondo dei piccoli.
Su internet ho visitato innumerevoli siti e blog che riportano testimonianze varie e c'è da crederci. Ho letto cose incredibili a riguardo.
Io ho una bambina di 3 anni ed è già tanto. Quando è nata io e Suzana (mia moglie) lavoravamo tutte e due (ora solo io) e non potevamo proprio fare affidamento sui nonni perchè residenti a 350 km alcuni e mancati altri.
Non è stato facile districarsi tra il lavoro e le esigenze di questo nuovo membro della famiglia che fortunatamente ha sempre goduto di ottima salute e non si è quasi mai preso qualche malanno tipico di chi frequenta gli asili.
A proposito di asili: c'è da constatare anche l'aspetto economico. Di retta dell'asilo nido spendavamo tanto quanto il mutuo per l'appartamento.

Altri figli?
Credo che oramai cominciamo ad essere un po' vecchiotti. E comunque sentiamo ancora la totale assenza dello stato. E non solo. Io mi demoralizzo a constatare che l'asilo nido prima, e la scuola materna ora, sono senza soldi. Al punto che due mesi fa abbiamo partecipato ad una cena sociale per tirare sù un po' di soldi e finanziare l'asilo del paese.
Che tristezza. E io sono sicuro che andrà sempre peggio.
Mi capita spesso di pensare che se fossimo emigrati in Svezia qualche anno fa, forse ora avremmo un figlio in più.
Sto esagerando? Forse. Ma hai presente quando una cosa te la senti dentro?

Ps: due settimane fa sono stato da IKEA. Avete notato che la nursery si trova proprio al centro dell'edificio, quasi a simboleggiare che tutto ruota attorno ad essa?

domenica 29 novembre 2009

Saab e l'italica soluzione


Sono sempre più sconfortanti le notizie che arrivano dalla Svezia ed in particolare dal quartier generale di Saab.
L'azienda è decotta, senza speranza, e si prospetta la chiusura. Pare già prima di Natale.

Faccio notare una cosa.
Se l'azienda fosse italiana, la soluzione sarebbe già pronta.
Un manicolo di imprenditori molto vicini al governo di turno (qualunque esso sia) si presenterebbe all'opinione pubblica come i salvatori della patria e delle migliaia di lavoratori dell'azienda da salvare.
Ottenuti i consensi, o meno, e con l'entusiatico appoggio governativo, l'azienda decotta verrebbe spaccata in due parti creando così una good company (la parte redditiva degli assets) e la bad company (il buco nero di bilancio).
La prima verrebbe acquisita da questi coraggiosi capitani d'azienda per una pipa da tabacco. La seconda invece ripianerebbe tutte le perdite e i debiti anche della good company, socializzando tutte le voci negative.
Socializzare significa che i soldi ce li mette il governo, quindi il popolo intero. Verrebbero ovviamente licenziati tutti i dipendenti in esubero.

In Svezia no. La Saab chiude e non si discute.
Ci scommetto che il paese in questione ha degli ammortizzatori sociali d'eccezzione, ma non interferisce con il libero mercato.
Questo è bene o male?
Prima di rispondere cercate di liberare la mente da tutto quello che vi è stato raccontato dal TG5 in questi ultimi 20 anni.

venerdì 27 novembre 2009

L'ufficio passaporti


Riassunto delle puntate precedenti:
24/11 vado in Questura per chiedere se, per il viaggio in Svezia ormai prossimo, la bambina può viaggiare con il documento (rilasciato da loro) con scritto "valido per l'espatrio". Ovviamente no. Serve che la bambina si a  iscritta nel passaporto di uno dei genitori. Ma perchè con il documento suddetto vado più volte l'anno in Croazia (fuori dalla CE), mentre per la Svezia (CE) ci sono problemi? Misteri della fede.
25/11 mercoledì, l'ufficio è chiuso
26/11 mi presento in Questura con tutta la documentazione da loro richiesta, ma c'è una novità: ieri è cambiata la normativa. Ora la bambina deve avere un suo passaporto personale. Così i genitori possono viaggiare con la carta di identità, la piccola, invece ha il suo passaporto. Misteri della fede. Altra documentazione da presentare, tra cui anche delle foto che devono essere autenticate ...
Domanda irrisolta: la normativa non cambia così senza preavviso. Di solito, gli uffici vengono avvisati un po' prima, per esempio quando viene pubblicata nella gazzetta ufficiale .... misteri della fede.
Fine riassunto.

27/11 oggi. Siccome io mi sento già svedese, preferisco eccedere con lo zelo e mi presento con la famiglia al completo (moglie borbottante compresa perchè doveva fare lavori in casa perchè domani abbiamo parenti in visita). La documentazione è tutta in ordine. Abbiamo addirituttra fatto delle foto aggiuntive alla bambina perchè quelle di 2 giorni fa non piacevano all'impiegato dell'ufficio passaporti.
Oggi, comincia ad esaminare la documentazione ma ecco il problema inatteso: nel bollettino che ho versato questa mattina di euro 46 circa, nel campo "pagamento eseguito da" ho indicato il mio nome. E invece no !!! dovevo inserire quello della bambina. Ma non è la stessa cosa? No !!!
Il poliziotto mi tranquilizza dicendo "si sbagliano tutti". E allora avvisateli, no? Eccheccazzo.
Il bollettino lo avevo pagato un'ora prima. Quindi sono corso all'ufficio postale, ho fatto annullare il bollettino e ne ho fatto uno identico ma a nome di mia figlia. Sono tornato in Questura e questa volta andava tutto bene (se lo pagavo ieri il bollettino erano 46 euro persi e capita a tutti).

"Quando posso passare a ritirare il passaporto?" Mi sembra una domanda legittima.
"non possiamo dirlo, non sappiamo". mi viene detto. "provi il giorno 7 dicembre".
Come sarebbe a dire "PROVI".???  Tra l'altro dobbiamo partire il giorno 12 dicembre... ce la faremo?
Sono sicuro di si. Ma io da questo paese devo scappare. Non ce la faccio più. Qualcuno di voi mi sa dire quanto tempo ci mette uno svedese a fare il passaporto nel suo paese?

giovedì 26 novembre 2009

Io, lei e l'altra

La patria, intendo.

Lei è quella italica, con le sue contraddizioni, le sue lungaggini burocratiche, i suoi politici arraffoni e incapaci. Quella senza valori, che è meglio una gallina oggi che ... domani non si sa.

L'altra invece è quella scandinava, bella da non dormirci la notte. Quella che mi parla di energie rinnovabili, di piste ciclabili e mobilità sostenibile. Quella che è attenta ai bisogni dei molti a discapito dei pochi. Quella che non si smentisce, decisa, come piace a me.

E' arrivato il momento di andare a trovare l'altra. Il giorno 12 dicembre parto per 4 giorni (fino al 16, dunque, evviva la matematica) per la Svezia. Il mio viaggio ha vari scopi. Uno di questi è conoscere una coppia di blogger che ho incontrato qui, in internet, tra un bit e l'altro. Siccome loro vivono a Norrkoping, ci vado anch'io.
Ho anche altri appuntamenti, ma ve lo dico nei giorni prossimi.

Oggi voglio raccontare invece dei problemi che mi fa "lei".
Sono andato in Questura l'altro ieri (mica 2 mesi fa) e ho chiesto se la bambina (che ha compiuto 3 anni ieri) doveva essere iscritta in uno dei passaporti dei genitori o se, invece,  poteva viaggiare con il suo documento "solito" che, essendo valido per l'espatrio, usiamo abitualmente per i nostri frequenti viaggetti in Croazia (che è ancora extra CEE, al contrario della Svezia).
E infatti, non si capisce come mai, serve l'iscrizione nel passaporto. Bisogna compilare un modulo, farlo firmare da entrambi i genitori, fotocopia del documento di chi lo firma ma non si presenta per la consegna dei documenti, eccetera ...
Il giorno dopo (ieri) era tutto pronto, ma il mercoledì l'ufficio passaporti della Questura è chiuso (ci vuole una pausa a metà settimana, mi sembra giusto).
Oggi sono ritornato con tutta la documentazione perfettamente in ordine. Peccato che non serve più.
Da ieri è entrata in vigore una nuova normativa che non permette più ai minori di uscire dai confini senza passaporto.

MA NON POTEVATE DIRMELO PRIMA ???
ma vaff**#*## ++ ]grrr[ !!!

o come direbbe Homer Simpson : " D'oh!"

E così altro modulo, altre foto, bollettini, marche da bollo, eccetera, ma non solo: per fare il passaporto servono due settimane. Ce la faremo? Spero di si.
A proposito, la marca da bollo che devo fornire è "ad uso passaporto". Questo vuol dire che serve solo per i passaporti e quindi vanno tutte (ma proprio tutte) all'ufficio passaporti della Questura. Ma allora perchè non le vendono direttamente loro senza che io diventi matto a cercare un tabaccaio che ne sia fornito?

Non so "l'altra" come sia organizzata, ma per come me la sono immaginata, sarà tutto un altro mondo.

lunedì 23 novembre 2009

Energia nucleare: collegamenti USA - Svezia


Oggi parlo di energia nucleare. Eh, si. Perchè poche ore fa c'è stato un incidente nucleare nella centrale di Tree Mile Island in Pennsylvania, negli Stati Uniti.

Sembra che non sia grave. Anzi, qualcuno in rete minimizza.

Vogli crederci: ma i miei neuroni hanno fatto una serie di collegamenti che mi hanno portato in Svezia (in senso figurato). Si, perchè sono un appassionato studioso di problematiche energetiche e quel nome incute un certo timore.

Ora vi spiego.

Nel mondo ci sono 439 centrali nucleari. O, come direbbe Homer Simpson: nu-cu-la-ri.
Di queste le due che hanno avuto le fuoriuscite radioattive più gravi sono state Chernobyl e Tree mile Isalnd.
Quella americana è avvenuta nel 1979 e la strizza che a molti, giustamente, è venuta ha provocato che
- negli USA non si è costruita più nemmeno una centrale (fermandosi dunque a 104)
- in Svezia (ecco il collegamento) i cittadini hanno chiesto ed ottenuto un referendum in cui si sono espressi contrariamente al nucleare. Anche loro non hanno più costruito centrali nuove ed hanno lasciato in funzione quelle esistenti (tre o quattro).

Ci tengo a precisare che tutti questi dati li ricordo a memoria e non ho tempo di andarli a ri-verificare perchè sono in ufficio ...

L'Italia, invece, ha aspettato il disastro di Chernobyl (6 anni dopo) per fare lo stesso referendum degli svedesi, ma con la differenza che in Italia le centrali si sono spente e si è lasciato che marcissero (non proprio, Caorso ha funzionato ancora per qualche anno).

Ancora in tema di differenze Italia-Svezia, in Svezia la volontà popolare è rispettata, da noi, invece, il governo (non il parlamento, notate) ha deciso da solo di ripercorrere la strada del nucleare. Siamo ovviamente il leggerissima contro-tendenza rispetto al resto del mondo perchè quasi nessuno sta investendo in questa obsoleta e costosissima fonte di energia.

sabato 21 novembre 2009

Imparare la lingua svedese




Ho capito una cosa importante, già da un po' ormai. Imparare la lingua è fondamentale.

Fino a qualche giorno fa pensavo che avrei potuto  trovare un lavoro in Svezia tipo cameriere, operaio, addetto alle pulizie, magazziniere dell'IKEA o quant'altro. Poi, con il tempo, avrei imparato la lingua e quindi avrei aspirato a migliorare la mia condizione lavorativa.

Ho cannato di brutto.

Se non sai la lingua di un paese, non puoi fare quasi niente. Faccio fatica anche a tradurre i siti di selezione del personale. Figuriamoci.
Così, tra ottimismo e rassegnazione, ho cercato nella mia città se ci sono corsi di lingua. Risposta negativa.

Al massimo ho trovato la possibilità di seguire lezioni individuali a 40 euro/ora. Certamente, con delle lezioni individuali potrei migliorare molto rapidamente, però sono tanti soldi. Anche facendo una sola ora a settimana,  sarebbero 160 euro al mese. Mia moglie non ha molto gradito l'iniziativa e quindi ho continuato a spremere le meningi e fare ricerche su internet. Almeno finchè aspetto l'arrivo dei libri prenotati dall'università di Linkoping.

Due giorni fa ho avuto l'illuminazione. Ero davanti al pc (anche perchè dietro non si vede niente) e zampettavo da un sito all'altro, quando ad un certo punto è entrato un fascio di luce dalla finestra che mi ha illuminato lo spirito e non solo e ho urlato: HO TROVATOOOO !!!

Per fortuna non era troppo tardi e non ho svegliato nessuno.

Ho scoperto che le Università sono molto cambiate da quando mi sono laureato io (nel lontano 1999). Ora quasi tutte permettono di seguire anche un solo corso, ottenendo al superamento del relativo esame, un certificato. Ecco che allora ho trovato che alla Facoltà di Lingue di Venezia c'è l'esame di svedese (che loro chiamano "terza lingua straniera: svedese"). Terza lingua? Vabbè, facciamo finta. Magari se conto anche il dialetto veneto ...

Il corso in questione costa 160 euro. Non male vero? e si svolge nel II semestre quindi dovrebbe iniziare a
cavallo tra gennaio e febbraio. Negli obiettivi del corso c'è scritto che è finalizzato a far imparare la lettura della lingua e la scrittura di semplici testi. Tutto ciò con solo 30 euro di insegnamento che, prevedo, si svolgano in una lezione settimanale di quasi due ore.
Lo farò quasi sicuramente. Nella scheda del corso sono già indicati i libri di testo, quindi penso che andrò a fare una passaggiata a Venezia uno di questi giorni in cerca della segreteria studenti.

Questo mi ha ridato un po' di ottimismo, ma la ricerca del lavoro subirà un inevitabile stop.

Stay tuned.